Studio in Chiostro · Trieste
ODE #01 · Giugno 2026
Pellemorta
di Niccolò Babbo e Giovanni Bruno Cursano
Una pellicola e un’installazione multimediale che raccolgono frammenti di quotidianità, intimità condivisa e riflessioni sul fare cinema.
Film · installazione audiovisiva
Sei stazioni di fruizione
ODE / One Day Exhibition
Sei stazioni di fruizione
ODE / One Day Exhibition
Edizione
ODE #01
Opera
Film + installazione
Artisti
Babbo · Cursano
L’opera
Pellemorta raccoglie momenti di quotidianità e di intimità condivisa tra un gruppo di giovani artisti. Gli eventi si susseguono, ma senza costruire una trama: il film si concentra sull’istante, sulle sue variazioni minime e sulle immagini che continuano a sedimentare nella memoria.
Crediti
Titolo
Pellemorta
Pellemorta
Autori
Niccolò Babbo
Giovanni Bruno Cursano
Niccolò Babbo
Giovanni Bruno Cursano
Formato
Pellicola audiovisiva
Installazione multimediale
Pellicola audiovisiva
Installazione multimediale
Conversazioni apparentemente banali si aprono a riflessioni profonde; incertezze e silenzi assumono una qualità malinconica; la vegetazione, presente come sfondo ricorrente, diventa un’espressione della bellezza naturale e della sua capacità di custodire tracce.
L’estetica analogica, costruita come una collezione di registrazioni domestiche, porta il film a interrogare il proprio statuto: cosa significhi fare cinema, quali strumenti lo rendano possibile e quali limiti impongano alla pratica artistica. Le parole dei protagonisti accompagnano questa posizione, distante dai modelli narrativi e produttivi più tradizionali.
Chiavi di lettura
Assenza di una trama lineare
Attenzione all’istante e al dettaglio
Attenzione all’istante e al dettaglio
Memoria come frammento
Estetica analogica e registrazione domestica
Estetica analogica e registrazione domestica
Riflessione critica
sul fare cinema
sul fare cinema
Dispositivo espositivo
Un film pensato per il cinema si diffonde nello spazio e si ricompone attraverso molteplici dispositivi.
L’installazione interrompe la visione lineare della pellicola e la distribuisce in sei stazioni autonome. Non esiste un ordine suggerito: il visitatore costruisce un proprio montaggio, attraversando immagini, oggetti, materiali di processo e tempi di visione differenti.
La fruizione assume una dimensione peripatetica e quasi voyeuristica: il pubblico incontra l’opera come si incontrano vecchie cassette domestiche, frammenti ritrovati e prove di lavorazione. L’analogico diventa così una distanza dalle logiche di produzione e commercializzazione del prodotto culturale.
Stazione A · 15 min
Proiezione cinematografica
La prima parte della pellicola su grande schermo: l’avvio conserva la dimensione collettiva e tradizionale della visione filmica.
Stazione B · 5 min
Camcorder
Una breve sequenza appare sullo schermo di una videocamera, riportando la visione alla prossimità fisica e alla memoria della ripresa in prima persona.
Stazione C · 11 min
Sala montaggio
Film, progetto di montaggio e sceneggiatura si mostrano insieme, aprendo l’opera ai suoi processi di costruzione e revisione.
Stazione D · 9 min
Proiezione domestica
Un piccolo proiettore, un lenzuolo e una situazione informale evocano una modalità di condivisione conviviale e casalinga.
Stazione E · 5 min
Dispositivo personale
Una sequenza raggiunge il telefono dello spettatore, mettendo in tensione individualità, streaming e isolamento della fruizione on demand.
Stazione F · 15 min
Televisore catodico
La sequenza conclusiva appare su un televisore CRT, richiamando la familiarità delle VHS e delle immagini archiviate nello spazio domestico.
ODE · One Day Exhibition
Pellemorta inaugura l’archivio di ODE: un progetto dedicato a opere che chiedono tempo, presenza e uno spazio per essere attraversate.















